Festival Fredric Brown si potrebbe intitolare questo numero che vede il versatilissimo autore dei «racconti concentrati» alle prese con un intreccio di solida consistenza fantascientifica: un tranquillo villaggio americano sconvolto da una serie di inspiegabili «incidenti», e la lunga brancolante lotta dei suoi abitanti impegnati a individuare e cercare l'ignota e mostruosa «mente direttiva» che sola può esserne la causa. Tra Brown romanziere e Brown umorista, al lettore decidere quale sia il più brillante.
A world had collapsed around this man—a world that would never shout his praises again. The burned-out cities were still and dead, the twisted bodies and twisted souls giving him their last salute in death. And now he was alone, alone surrounded by memories, alone and waiting ...
Anche pubblicato come “Mickie, il topolino spaziale”, “Astrotopolino” e “Il topo delle stelle”.
Anche pubblicato come “Il vecchio, il mostro spaziale e il somaro” e “Puppet show”.
With no more room left on Earth, and with Mars hanging up there empty of life, somebody hit on the plan of starting a colony on the Red Planet. It meant changing the habits and physical structure of the immigrants, but that worked out fine. In fact, every possible factor was covered—except one of the flaws of human nature....
Questo lungho e splendido racconto di Fredric Brown è stato scritto nel lontano 1943. Ma, per la ragione che il lettore troverà indicata nelle “note”, non era mai stato tradotto in italiano. Le difficoltà di traduzione sembravano insormontabili. E invece la soluzione era semplice. Bastava pensarci. E bastava, soprattutto, aver fiducia nei lettori: i quali, specialmente se l’inglese non lo sanno ancora, saranno ben lieti di imparare una decina di “parole chiave” in quella utilissima lingua e in questa singolarissima storia.