This story, first published in 1951, was in 1968 expanded by the author into the famous novel 2001: A Space Odyssey.
Paradise Lost: Just a few islands in a planetwide ocean, Thalassa was a veritable paradise — home to one of the small colonies founded centuries before by robot Mother Ships when the Sun had gone nova and mankind had fled Earth.
Mesmerized by the beauty of Thalassa and overwhelmed by its vast resources, the colonists lived an idyllic existence, unaware of the monumental evolutionary event slowly taking place beneath their seas…
Then the Magellan arrived in orbit carrying one million refugees from the last, mad days on Earth. And suddenly uncertainty and change had come to the placid paradise that was Thalassa.
Paradise Lost: Just a few islands in a planetwide ocean, Thalassa was a veritable paradise — home to one of the small colonies founded centuries before by robot Mother Ships when the Sun had gone nova and mankind had fled Earth.
Mesmerized by the beauty of Thalassa and overwhelmed by its vast resources, the colonists lived an idyllic existence, unaware of the monumental evolutionary event slowly taking place beneath their seas…
Then the Magellan arrived in orbit carrying one million refugees from the last, mad days on Earth. And suddenly uncertainty and change had come to the placid paradise that was Thalassa.
Paradise Lost: Just a few islands in a planetwide ocean, Thalassa was a veritable paradise — home to one of the small colonies founded centuries before by robot Mother Ships when the Sun had gone nova and mankind had fled Earth.
Mesmerized by the beauty of Thalassa and overwhelmed by its vast resources, the colonists lived an idyllic existence, unaware of the monumental evolutionary event slowly taking place beneath their seas…
Then the Magellan arrived in orbit carrying one million refugees from the last, mad days on Earth. And suddenly uncertainty and change had come to the placid paradise that was Thalassa.
On the planet devastated by a supernova explosion explorers discover a vault with remains of perished civilization…
Tik kelios salos bekraščiame vandenyne — Talasos planeta buvo tikras rojus, kuriame prieš daugybę šimtmečių įsikūrė Motininiu laivu atvykusi žmonių kolonija, kai mokslininkai nustatė, kad gan greitai Saulė pavirs nova.
Štai tuomet Talasos danguje apsireiškia milžiniškas žvaigždėlaivis „Magelanas”, gabenantis savo triumuose milijoną šaltuoju miegu miegančių paskutiniųjų Žemės gyventojų…
«Arthur Clarke — dice The New York Times— rompe todas las reglas. Escribe best sellers que no tienen sexo ni violencia, ni tensiones familiares, ni héroes convencionales.» Su popularidad es enorme, sin embargo. Baste recordar el éxito de Cita con Rama y 2010 Odisea dos. En esta nueva gran novela de ciencia ficción, Voces de un mundo distante, Clarke aborda uno de sus temas favoritos: el choque entre dos culturas. Thalassa es un verdadero paraíso. Un puñado de islas, en medio de un vasto y cálido océano planetario, donde se ha instalado una pequeña colonia humana que había emigrado de la Tierra antes de la destrucción del sistema solar, ocurrida doscientos años atrás. Los habitantes de Thalassa son felices. Viven en un mundo idílico, con abundantes recursos naturales. Pero su tranquilidad se rompe con la aparición del Magallanes, enorme nave espacial que conserva un millón de seres humanos hibernados, sobrevivientes de los últimos días de la tierra. Voces de un mundo distante es una novela inteligente e imaginativa, que explora los límites del conocimiento y el destino del hombre y del universo. Otra obra maestra del gran Arthur Clarke.
«Tutti questi mondi sono vostri, tranne Europa. Non mettete piede su Europa». E’ questo l’inquietante messaggio giunto sulla Terra per mano di misteriose creature subito dopo l’ignizione di Giove. Per diversi decenni l’uomo tenta di scoprire senza successo i segreti celati all’interno del satellite galileiano, finché un giorno la lussuosa astronave da crociera Galaxy viene dirottata in circostanze poco chiare sulla sua superficie. In suo aiuto accorre la Universe, che ha raccolto la sua disperata richiesta di soccorso: e le verità che verranno a galla saranno inquietanti e sconvolgenti.
«2061: Odissea tre» è il terzo capitolo della saga più affascinante della letteratura fantascientifica: ancora una volta Arthur Clarke ci colpisce con un romanzo di realistica fantasia, incentrato sul confronto fra l’Uomo e l’Ignoto. Quest’opera sarebbe dovuta nascere in seguito alle nuove scoperte della missione Galileo, dedicata allo studio dei principali satelliti di Giove. Purtroppo la tragedia del Challanger ritardò di molti anni l’inizio di tale missione, pertanto l’autore decise di non aspettare oltre. Parte delle vicende narrate traggono invece spunto da un articolo di Melvin Ross del Lawrence Livemore National Laboratory e pubblicato sulla rivista Nature nel 1987: in esso si ipotizza la presenza di nuclei di diamante all’interno dei pianeti «giganti» del sistema solare.
Così come 2010 non è esattamente il seguito di 2001, anche questo libro non è propriamente il seguito di 2010: è lo stesso autore a definire le tre opere come «variazioni sul tema». Si noti ad esempio come l’epilogo di 2010 sia più o meno in contrasto con lo svolgimento dei fatti in 2061.
Forse all’inizio 2061 non vi appassionerà come i precedenti due episodi, ma vi posso assicurare che nei capitoli finali le vicende acquistano un fascino irresistibile: molti sono i misteri che vengono svelati, in particolare si comprendono, almeno parzialmente, la natura e le funzioni del monolito.
In «3001 Odissea finale» Clarke conclude con un ultimo affascinante episodio la leggendaria saga di fantascienza iniziata con «2001 Odissea nello spazio» facendo fare al lettore un balzo di mille anni nel futuro e rivelandogli una verità che possiamo comprendere soltanto adesso.
Fondendo mirabilmente fantasia e precisione scientifica Clarke ci regala un altro indimenticabile capolavoro sui misteri insondabili dell'universo e sull'eterno, appassionante confronto tra l'uomo e l'ignoto.
Arthur C. Clarke è considerato fra i più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi. Personalità straordinaria, non solo nel campo della narrativa, scrisse un articolo nel 1945 che portò all'invenzione della tecnologia satellitare. Si spegne il 19 marzo 2008 a Colombo, nello Sri Lanka che tanto amava e in cui viveva da decenni.
«L’oggetto davanti al quale si trovava in posa l’uomo con la tuta spaziale era una lastra verticale di materiale nerissimo, alta circa tre metri e larga un metro e mezzo […] Perfettamente simmetrica e con spigoli geometrici, era così nera da dare l’impressione che assorbisse la luce dalla quale veniva illuminata; non esisteva assolutamente alcun particolare superficiale.»
Un misterioso monolito, un’astronave diretta verso Saturno e un calcolatore di inconcepibile capacità…
Estesione del racconto «La sentinella», questo romanzo è stato portato al cinema da Stanley Kubrick nel 1968.
Arthur C. Clarke è considerato fra i più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi. Personalità straordinaria, non solo nel campo della narrativa, scrisse un articolo nel 1945 che portò all’invenzione della tecnologia satellitare. Si spegne il 19 marzo 2008 a Colombo, nello Sri Lanka che tanto amava e in cui viveva da decenni.
L’astronave Leonov e il suo equipaggio, del quale fa parte l’astronomo americano Heywood Floyd, è in rotta verso Giove con il compito di studiare il misterioso monolito e recuperare l’astronave Discovery. I cinesi battono sul tempo la Leonov ma, una volta atterrati su Europa, la loro astronave viene distrutta da misteriose forme di vita. Nel frattempo David Bowman, sotto forma di un essere superiore ma non ancora svincolato dalla sua natura umana, lancia strani moniti. Qualcosa di importante sta per accadere ma non è ben chiaro chi ci sia dietro a tutto questo e per quale finalità agisca: il monolito nero, replicandosi all’inverosimile, aumenta la massa di Giove facendolo collassare su se stesso fino a trasformarlo in una stella.
Da questo romanzo, nel 1984 il regista Peter Hyams trae il film «2010 — L’anno del contatto», con Roy Scheider protagonista.
Arthur C. Clarke è considerato fra i più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi. Personalità straordinaria, non solo nel campo della narrativa, scrisse un articolo nel 1945 che portò all’invenzione della tecnologia satellitare. Si spegne il 19 marzo 2008 a Colombo, nello Sri Lanka che tanto amava e in cui viveva da decenni.